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Volontari Contro il
Dolore
II 7 dicembre 1989, per iniziativa di alcuni medici e la
collaborazione dell'Ordine dei Medici della provincia, si costituiva
in Oristano l'associazione Gigi Ghirotti per lo studio e il
trattamento del dolore oncologico, lo studio delle cure palliative e
la loro applicazione, con l'assistenza domiciliare gratuita, ai
malati negli stadi avanzati di malattia non più guaribile.
L'importanza di questa data non è tale solo come dato anagrafico, ma
assume un significato ancora più grande in quanto con essa coincide
la nascita delle cure palliative in Sardegna e l'assistenza
domiciliare ai malati oncologici in fase avanzata, con prestazioni a
titolo volontaristico.
In un gran numero di casi di malattia tumorale c'è una fase in cui
questa non è più responsiva ai trattamenti terapeutici tesi alla
guarigione. Il malato e i familiari incominciano a fare esperienza
di rifiuti di ricovero, di abbandono e non è raro che si sentano
dire "non c'è più nulla da fare".
L'Associazione nasce proprio perché questi medici si sono resi conto
che proprio in quella fase della malattia c'è ancora molto da fare
che non è stato fatto.
Quando non vi sono più possibilità di guarigione e di controllo di
una malattia a prognosi infausta a breve scadenza, e quando non sono
più giustificati interventi attivi volti a prolungare la vita, al
prezzo a volte di ulteriori e più gravi sofferenze, è giusto
orientare gli sforzi per cercare di migliorare la qualità della vita
che resta da vivere. E la qualità della vita è un valore che non può
essere determinato solo oggettivamente ma è imprescindibile dalle
indicazioni e dalle valutazioni del malato. Per questo motivo il
percorso è sempre diverso da malato a malato.
La centralità della "qualità della vita", nell'ambito della medicina
palliativa, ha lo stesso valore del concetto di "salute" nell'ambito
della tradizionale medicina curativa.
Talora, per mancanza di conoscenza da parte del malato, forse per
soggezione, ma talvolta anche per un abito professionale autoritario
e poco elastico da parte del medico, succede che il malato diventa
l'oggetto delle decisioni.
Uno dei cardini della medicina palliativa è appunto la centralità
del malato e l'umanizzazione delle cure.
Umanità che consiste principalmente nella personalizzazione delle
risposte a quei bisogni che sono variabili da soggetto a soggetto e
che coinvolgono, variamente embricati, la sfera fisica, psicologica,
spirituale, economica, e sociale; contrariamente a quanto fa
abitualmente la medicina che offre risposte standardizzate nella
maggior parte dei casi.
Un altro obbiettivo è quello di creare intorno al malato ed ai
familiari un clima di disponibilità e di amicizia, di sicurezza che
non verrà abbandonato e che avrà un punto di riferimento per i suoi
bisogni. Una medicina povera, con meno tecnologia, ma più umana.
In tutti questi anni l'Associazione ha seguito complessivamente
oltre 1200 ammalati, quasi tutti nel proprio domicilio, salvo
qualche rara eccezione, per esplicita richiesta dei familiari (che
non desideravano la morte in casa) o per situazioni di acuzie che
hanno imposto il ricovero ospedaliero.
Nessun paziente e/o familiare ha mai chiesto l'interruzione
dell'assistenza.
L'Associazione si mantiene grazie alle donazioni di privati
cittadini, alla organizzazione di manifestazioni per la raccolta di
fondi, come in questa occasione
La raccolta di fondi ci permette oltre che l'assistenza al domicilio
dei malati, anche l'uso di presidi e di supporti sanitari senza
gravare sulle loro finanze e creare intorno a loro un clima di
amicizia, di attenzione, di solidarietà e competenza professionale.
PRESIDENTE
Dott. Gualtiero Atzei

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