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Caritas                                                               

Diocesi di  Ales -Terralba                         COMUNE DI SARDARA

 

 

 

XXII MARCIA DELLA PACE

 

“Combattere la povertà, costruire la pace”

Sardara 30 dicembre 2008

 

APPELLO

 

 

In occasione della XXII Marcia della Pace, promossa dalla Caritas della diocesi di Ales-Terralba dal tema

 

“Combattere la Povertà, costruire la Pace”

 

il Consiglio Comunale aderisce all’iniziativa

 

preso atto che lo scandalo della povertà continua a opprimere continenti, popoli e nazioni ed oggi si fa ancor più drammatico coinvolgendo in maniera allarmante larghi strati della nostra popolazione in Italia, in Sardegna e anche nel nostro territorio,

consapevole che lo scandalo della povertà non è una mera fatalità ma frutto degli attuali sistemi, macro economico-politici che più che promuovere la realizzazione del bene comune operano per la disuguaglianza, l’arricchimento di pochi e lo sfruttamento di tanti

ritiene di dover lanciare un appello a quanti rivestono ruoli di responsabilità decisionale in particolare agli Amministratori della cosa pubblica ai vari livelli, affinché:

 

1) sollecitino con tutti i mezzi l’impegno della comunità internazionale, a cominciare dallo Stato italiano, al fine di realizzare gli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” delle Nazioni Unite (Millennium Development Goals) entro il 2015, secondo quanto stipulato nella dichiarazione firmata dagli Stati membri nel settembre del 2000;

2) esortino a tutti i livelli le istituzioni europee al fine di dar vita non solo a delle strategie unitarie in materia economica e monetaria, bensì a delle politiche omogenee d’inclusione e coesione sociale, in particolare attraverso il raggiungimento della piena occupazione entro il 2010, secondo quanto stabilito dai capi di Stato e/o di governo europei con la firma del “Trattato di Lisbona”, in occasione del Consiglio europeo del marzo 2000;

3) si dotino al più presto – a livello nazionale, regionale e locale – degli strumenti necessari di osservazione del disagio, in grado di identificare compiutamente i fenomeni di povertà, esclusione e vulnerabilità sociale, individuando i bisogni prioritari su cui intervenire. A livello regionale, in particolare, si sollecita l’avvio operativo dell’Osservatorio sulle povertà (secondo quanto previsto dall’art. 34 della legge regionale

23/12/2005, n. 23);

4) si assumano la responsabilità – a livello nazionale, regionale e locale – di ripartire dai poveri, adottando un piano strategico di lotta alla povertà in grado di perseguire l’equità sociale. Al fine di raggiungere tale obiettivo, si propone alle istituzioni pubbliche, a tutti i livelli, di applicare seriamente il principio di universalismo selettivo, in particolare:

a) non relegando l’ambito delle misure di contrasto alle povertà ai  meri trasferimenti monetari (i quali necessitano, in ogni caso, di una ripartizione più razionale), ma puntando semmai sulla promozione integrale della persona attraverso la creazione di un’adeguata rete di servizi;

b) non adottando delle “politiche categoriali del disagio” e neppure degli interventi mirati prevalentemente all’individuo, quanto invece delle misure trasversali all’interno dei livelli essenziali di assistenza (per mezzo di un’adeguata allocazione delle risorse fatta sulla base delle effettive situazioni di bisogno), a sostegno anzitutto dei nuclei familiari;

c) riconsiderando, a livello nazionale, le sperimentazioni effettuate a suo tempo circa l’applicazione del reddito minimo di inserimento, al fine di valutarne analiticamente gli esiti, sciogliendo gli eventuali nodi critici e proponendo un’applicazione su larga scala, non prima di averne migliorato l’utilizzo nell’ottica di una reale promozione della persona, prevedendo un adeguato tutoraggio e un percorso di pieno inserimento nelle reti di cittadinanza;

d) rendendo pienamente operativi, a livello regionale, gli strumenti di contrasto delle povertà già previsti dalla normativa vigente (in particolare il c.d. reddito di cittadinanza, disciplinato dall’art. 33 della legge regionale 23/12/2005, n. 23), quali misure – non solo monetarie – di promozione delle persone integralmente

considerate, sottoponendo le medesime ad un percorso di accompagnamento nelle reti di cittadinanza.

5) s’impegnino a trovare urgentemente dei percorsi, a livello locale, in grado di favorire lo sviluppo economico e la crescita dell’occupazione stabile e rispettosa della dignità e della incolumità dei lavoratori, in particolare in favore dei giovani, delle donne e di quanti hanno perso il lavoro in età adulta.

 

Il tema scelto in occasione della XXII Marcia della Pace vuole sottolineare come, soprattutto in questo momento, in cui la crisi dei mercati finanziari sta mettendo a dura prova l’attuale modello di sviluppo, è opportuno non abbassare la guardia rispetto a chi sta al margine delle grandi manovre internazionali, vale a dire i poveri.

Come ha dichiarato non molto tempo fa l’attuale pontefice, «le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame». Proprio per questo la XXII Marcia della Pace intende riaffermare con forza che solo combattendo il mondo delle povertà è possibile costruire la pace nel mondo.

 

 

 

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