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I have a dream       " ho un sogno"

“…Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

 

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

 

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare……….”

 

“….E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

 

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

 

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

 

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

 

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. ……”

 

E’ questa una piccola parte del discorso che Martin Luther King  pronunciò il 28 agosto 1963 a Washington di fronte ad una marea immensa di uomini, donne e bambini; è la parte più significativa, più toccante, più emozionante, più pregnante e più……potremmo  trovare mille aggettivi per tentare di descriverla senza nemmeno delinearne i contorni…..

I have dream, Io ho un sogno! Gridò Martin Luther King quel giorno; un sogno di pace, di fratellanza tra uomini e donne di diverso colore ma abitanti della terra con la stessa dignità. Fu un grido di pace ma anche di lotta per giungere a quella pace. Per questo lo hanno ucciso: perché non potesse essere più punto di riferimento per quel movimento di lotta risolutamente non violenta; perché non potesse essere ancora il leader riconosciuto di quel movimento non violento. “... C’è più forza nella massa organizzata in una marcia di quanta ce ne sia nelle armi in mano ad una manciata di uomini disperati. I nostri nemici preferirebbero lottare contro un piccolo gruppo armato piuttosto che contro una grande, disarmata ma risoluta massa di persone…….”

Chi era Martin Luther King?

Martin Luther King Jr. nasce il 15 gennaio 1929 ad Atlanta (Georgia). Suo padre era un predicatore della chiesa battista e sua madre una maestra. Nel 1948 Martin si trasferisce a Chester (Pennsylvania) dove studia teologia e vince una borsa di studio che gli consente di conseguire il dottorato di filosofia a Boston.

 

E’ in questa città che incontra la donna, Coretta Scott, che diverrà sua moglie nel '53. In quell’anno inizia il suo ministero come pastore della Chiesa battista a Montgomery (Alabama). Nel periodo '55-'60, invece, è l' ispiratore e, nel contempo, organizzatore delle iniziative per il diritto di voto ai neri e per la parità nei diritti civili e sociali.

Nel 1957 fonda la "Southern Christian Leadership Conference" (Sclc), un movimento che si batte per i diritti di tutte le minoranze e che si fonda sui principi della non-violenza di ispirazione gandhiana., che aveva nella resistenza passiva la sua base fondamentale. Il 28 agosto 1963 organizza la marcia su Washington a cui parteciparono 250000 persone di fronte alle quali Martin Luther King pronunciò  il suo discorso più famoso "I have a dream...." ("Ho un sogno").

Nel 1964 riceve ad Oslo il premio Nobel per la pace.

 

Martin Luther King viene più volte arrestato e molte manifestazioni  organizzate dal suo movimento terminano con violenze e arresti di massa. A queste violenze  egli risponde  predicando il principio della non violenza pur subendo minacce e attentati.

 

Nel 1966 si trasferisce a Chicago. Si dichiara contrario alla guerra del Vietnam  e denuncia ancora una volta le condizioni di miseria e degrado dei ghetti delle metropoli.

 

Il 4  aprile del 1968, alle ore 19, Luther King venne ucciso a colpi di fucile a Memphis dove si recò  per partecipare ad una marcia a favore degli spazzini della città (bianchi e neri), che erano in sciopero.

Il killer fu arrestato a Londra due mesi dopo; si chiamava James Earl Ray, ma si proclamò innocente e pronto a fare il nome del vero assassino. Per questo venne ucciso a coltellate nella cella in cui era rinchiuso.

 

 
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