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Poeti improvvisatori in lingua sarda
 

 

Bruno Agus (in piedi) da sinistra: Salvatore Ladu, Giuseppe Porcu e il tenore di Ula Tirso

durante l'esibizione a Gupini

 

   

Salvatore Ladu                                    Bruno Agus                                     Giuseppe Porcu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Tratto da un articolo di Virgilio Ladu (Da paraulas n. 8) venerdì, 03 settembre 2004

 

 La gara poetica rappresenta un momento di profonda riflessione collettiva, richiede attenzione e il massimo silenzio, comporta una partecipazione attiva da parte del pubblico, si concilia con luci tenui e soffuse: situazioni tutte che sono l’esatto contrario dei momenti di "festa" per i cultori delle discoteche e dei concerti di piazza.

Tutto l’ambiente che si crea attorno al palco e le aspettative del pubblico, che si esprimono in un brusio sommesso sul tema che viene assegnato, sul valore dei poeti in gara, sulla affidabilità del coro, nonché i pronostici sull’esito della gara, sono gli ingredienti che caratterizzano i momenti di attesa. La gara poetica inoltre conserva i caratteri di un vero e proprio "certamen", cioè di sfida e confronto tra due concorrenti, ma anche tra due tesi contrapposte su un tema scelto dal comitato e gradito al pubblico.

I temi proposti sono ricorrenti e convenzionali, in genere storico-mitologici o di attualità: Atene-Roma, Venere-Giunone, guerra-pace, sposata-nubile, pastore-contadino etc.

Prima dell’inizio della gara vera e propria i concorrenti si alternano cantando alcune ottave, come prologo, per presentarsi al pubblico, ringraziare il comitato che li ha invitati e tessere gli elogi del Santo di cui si celebra la festa.

Una volta assegnato il tema, il poeta si dovrà attenere rigorosamente a sostenere la propria tesi in contrasto con l’antagonista, facendo sfoggio di cultura, profondità di giudizio, senso dell’umorismo, prontezza di riflessi nel rintuzzare le ragioni dell’avversario, il tutto nella più assoluta sicurezza nell’uso della lingua, del modulo melodico, della metrica.

La capacità di improvvisare, su un tema non conosciuto in precedenza, ottave perfette sotto il profilo formale, si spiega soltanto come frutto di una familiarità, consolidata fin dall’infanzia, con la lettura dei classici che diventano i modelli a cui ogni giovane poeta si richiama: il loro lessico, le loro rime diventano patrimonio comune per chi si cimenta in una gara poetica, anche nel caso che non sia di lingua-madre logudorese e che abbia poca familiarità con questa lingua.

In tutti i paesi della Sardegna, a prescindere dall’area linguistica di appartenenza, si cantano e si scrivono gare poetiche e poesie in logudorese.

Cito come esempio un paese che mi è familiare, Gairo, che pur appartenendo, come d’altronde tutta l’Ogliastra, all’area linguistica campidanese, è patria di poeti "logudoresi" (Melis, Cabras, Piras, Deidda, Olianas, Boi) tutti noti e apprezzati localmente, ma soprattutto di Bruno Agus, sicuramente uno dei migliori poeti estemporanei a livello regionale che non teme la concorrenza dei poeti di madre-lingua logudorese.

L’esempio di Gairo potrebbe essere ripetuto all’infinito: la gara poetica logudorese è un genere letterario, perfetto nel lessico e nelle sue strutture metriche e melodiche, come tale prodotto di esportazione e di imitazione, che non ha barriere né geografiche né linguistiche.

Chiunque si cimenti in questo "genere letterario" sa di dover rispettare rigorosamente tutte le sue regole.

 

I tre Poeti, accompagnati dal Tenore di Ula Tirso, si sono esibiti il 10 Giugno 2006 al teatro Murgia di Guspini in occasione della serata di premiazione del 2° Concorso " Poesie di Solidarietà...per ricordare Tiziana". Il loro apporto artistico e culturale alla serata è stato notevole e sentitamente apprezzato dal pubblico presente. L'esibizione, condizionata dal poco tempo a disposizione, era da intendersi come una dimostrazione della gara di poesia considerato che da tempo latita nei paesi del Campidanese ed in particolare a Guspini. Speriamo con la loro presenza di aver rinverdito i ricordi dei meno giovani e  aver stimolato nei più giovani un passione verso i cantadores: vera ed antica espressione della cultura sarda che nulla concede al folklore, fine a se stesso, ad uso e consumo dei turisti.

Noi li ringraziamo di cuore per aver accolto il nostro invito ed essersi esibiti con vero slancio solidale nella serata che da tutti è stata definita del ricordo di Tiziana.. ma sopratutto di vera Solidarietà verso chi soffre

 

 

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