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Tratto
da un articolo di Virgilio Ladu
(Da paraulas n. 8) venerdì, 03 settembre 2004
La
gara poetica rappresenta un momento di profonda riflessione collettiva,
richiede attenzione e il massimo silenzio, comporta una partecipazione
attiva da parte del pubblico, si concilia con luci tenui e soffuse:
situazioni tutte che sono l’esatto contrario dei momenti di "festa" per
i cultori delle discoteche e dei concerti di piazza.
Tutto l’ambiente che si crea attorno al palco e le aspettative del
pubblico, che si esprimono in un brusio sommesso sul tema che viene
assegnato, sul valore dei poeti in gara, sulla affidabilità del coro,
nonché i pronostici sull’esito della gara, sono gli ingredienti che
caratterizzano i momenti di attesa. La gara poetica inoltre conserva i
caratteri di un vero e proprio "certamen", cioè di sfida e confronto tra
due concorrenti, ma anche tra due tesi contrapposte su un tema scelto
dal comitato e gradito al pubblico.
I
temi proposti sono ricorrenti e convenzionali, in genere
storico-mitologici o di attualità: Atene-Roma, Venere-Giunone,
guerra-pace, sposata-nubile, pastore-contadino etc.
Prima dell’inizio della gara vera e propria i concorrenti si alternano
cantando alcune ottave, come prologo, per presentarsi al pubblico,
ringraziare il comitato che li ha invitati e tessere gli elogi del Santo
di cui si celebra la festa.
Una volta assegnato il tema, il poeta si dovrà attenere rigorosamente a
sostenere la propria tesi in contrasto con l’antagonista, facendo
sfoggio di cultura, profondità di giudizio, senso dell’umorismo,
prontezza di riflessi nel rintuzzare le ragioni dell’avversario, il
tutto nella più assoluta sicurezza nell’uso della lingua, del modulo
melodico, della metrica.
La
capacità di improvvisare, su un tema non conosciuto in precedenza,
ottave perfette sotto il profilo formale, si spiega soltanto come frutto
di una familiarità, consolidata fin dall’infanzia, con la lettura dei
classici che diventano i modelli a cui ogni giovane poeta si richiama:
il loro lessico, le loro rime diventano patrimonio comune per chi si
cimenta in una gara poetica, anche nel caso che non sia di lingua-madre
logudorese e che abbia poca familiarità con questa lingua.
In
tutti i paesi della Sardegna, a prescindere dall’area linguistica di
appartenenza, si cantano e si scrivono gare poetiche e poesie in
logudorese.
Cito come esempio un paese che mi è familiare, Gairo, che pur
appartenendo, come d’altronde tutta l’Ogliastra, all’area linguistica
campidanese, è patria di poeti "logudoresi" (Melis, Cabras, Piras,
Deidda, Olianas, Boi) tutti noti e apprezzati localmente, ma soprattutto
di Bruno Agus, sicuramente uno dei migliori poeti estemporanei a livello
regionale che non teme la concorrenza dei poeti di madre-lingua
logudorese.
L’esempio di Gairo potrebbe essere ripetuto all’infinito: la gara
poetica logudorese è un genere letterario, perfetto nel lessico e nelle
sue strutture metriche e melodiche, come tale prodotto di esportazione e
di imitazione, che non ha barriere né geografiche né linguistiche.
Chiunque si cimenti in questo "genere letterario" sa di dover rispettare
rigorosamente tutte le sue regole.
I tre Poeti,
accompagnati dal Tenore di Ula Tirso, si sono esibiti il 10 Giugno 2006
al teatro Murgia di Guspini in occasione della serata di premiazione del
2° Concorso " Poesie di Solidarietà...per ricordare Tiziana". Il loro
apporto artistico e culturale alla serata è stato notevole e
sentitamente apprezzato dal pubblico presente. L'esibizione,
condizionata dal poco tempo a disposizione, era da intendersi come una
dimostrazione della gara di poesia considerato che da tempo latita nei
paesi del Campidanese ed in particolare a Guspini. Speriamo con la loro
presenza di aver rinverdito i ricordi dei meno giovani e aver stimolato
nei più giovani un passione verso i cantadores: vera ed antica
espressione della cultura sarda che nulla concede al folklore, fine a se
stesso, ad uso e consumo dei turisti.
Noi li ringraziamo di cuore per aver
accolto il nostro invito ed essersi esibiti con vero slancio solidale
nella serata che da tutti è stata definita del ricordo di Tiziana.. ma
sopratutto di vera Solidarietà verso chi soffre
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